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Casa Surrealista

Questa pagina è in continuo aggiornamento

Nel 2013 inizia un progetto che durerà tre anni. Il minimo comune denominatore delle varie fasi di questa sperimentazione è un’edificio storico situato a Martina Franca (Ta). L’idea era di dare un luogo fisico per esporre tutte le mie passate sperimentazioni creative. Mi esercitavo ad inventare storie da raccontare ad ipotetici visitatori. Ne memorizzai spontaneamente un centinaio perchè mi saltavano in mente ogni volta che mi approssimavo ad un oggetto. Diventò una condanna, la mia mente era strapiena, chiamarlo “progetto mnemonico” è sbagliato. Si trattava di un inferno. Le implicazioni di questo semplice meccanismo mnemonico sono profonde e complesse. Lessi qualcosa sui geroglifici egizi, Giordano Bruno e Raimondo Lullo ed e credo che ci sia un nesso tra cio che stava accadendo a me e le loro teorie. Scrissi qualcosa a riguardo in un libricino: “Tecniche di Arredamento Esoterico”.

Non riuscivo a tirarmi fuori dalla situazione e pensai di condividerla con dei visitatori. Inizialmente misi la cosa sotto forma di scuola iniziatica.

Non avevo però il coraggio di sponsorizzare seriamente l’idea. Pensai che sarebbe stato piu facile se avessi messo la cosa sotto forma di museo o addirittura di negozio. Vendere oggetti poteva essere una scusa buona per poter raccontare l’esperienza. Feci molti dipinti che poi riproducevo e creai oggetti in serie. Oggetti che erano connessi alle storie che mi assillavano. Ma neanche a quel punto ero in grado di condividere la mia esperienza. Ero ormai segregato da piu di un anno nella casa. La gente di “fuori”, forse a ragione, avrebbe visto l’intera cosa come un sintomo della mia debolezza.

Nel video: L’inizio di tutto quando ancora gli oggetti erano 15 e non 2500.

Qualcuno però ebbe occasione di entrare nella casa. C’era un’atmosfera densissima, cupa, travolgente, mentalmente devastante e sottilmente erotica. Se riuscivano a superare un’iniziale shok si ritrovavano quasi incastrati in un labirinto demoniaco. Il labirinto era meccanismo potenzialmente in grado di trasformare le coscenze ed il mio sogno era di poterlo sfruttare ma non avevo chiare le idee. Trasposi l’idea online con un sito web ma tra alti e bassi la morale della favola è una: dovetti andarmene.

Alcuni scritti sono ancora su un vecchio blog del museo pratico.

La mia mente in quella casa si era espansa come se avessi assunto una droga ma gli effetti collaterali erano troppi e non c’era verso che affrontare la crisi d’astinenza smettendo drasticamente. Riuscii a rompere il patto magico con quelle mura solo attraverso un gesto: cancellare parte dei dipinti sulle mura. Dopo diversi anni sono tornato in quell’abitazione e ho finalmente eliminato quasi tutte le tracce.

Questi sono alcuni resti degli oggetti. Il processo di smembramento fu videoregistrato ma l’hard disk contenente i documenti è andato perduto. Quanto alla tecnica di “riduzione” beh, ne parlerò se Dio vorrà.

Parte del processo è documentato nei Diari D’Artista del 2018

Le zone della casa divennero un mazzo di carte e persino un gioco da tavola di mia invenzione.

Nonostante tutto penso che con un approccio freddo e controllato alla cosa, tutte le intuizioni che ebbi possono continuare a vivere e pian piano uscire dall’oscuro magma in cui sono nate fino a trovare il loro posto nella luce. E’ con questa speranza che nasce questa pagina.

“Sei Domeniche”: questa è una keyword che puo farmi ricordare alcune cose utili da narrarvi. Incollo il link ad un paio di playlist (1, 2) su youtube se volete approfondire.

Scritto da Amerigo Mancini

Il mio lavoro è una ricerca che va avanti da almeno vent’anni. Ho frequenti sbalzi di umore. Sono stato rincoglionito per molti anni. Anche tu lo sei stato. Forse lo sei ancora. Sputo su chi mi sta antipatico. Chi ha segreti verrà pubblicamente sputtanato.

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