Diario dell’Artista

Otto volumi di disegni di sogni, progetti per mostre e onirici collage alla ricerca del senso nascosto dietro gli accadimenti quotidiani.

La narrazione segue il solito schema cronologico: ogni giorno nuovi fogli si aggiungono al grande “Diario dell’Artista”. Non “un artista” ma l’Artista, il mito universale del cercatore o di colui che ha trovato e vive nella gioia della scoperta. (in basso alcuni sogni)

Tra questi fogli troviamo feci, sperma e urina, morte e vita. Il disperato bisogno di staccarsi dal proprio ego e dai suoi divieti porta a sperimentare mezzi inconsueti. Le masturbazioni diventano momenti sacri da creare. Non un sola goccia dei liquidi del nostro corpo dev’essere gettata se non come dono ad una musa. I liquidi vengono trasformati.

Trai segni cartacei c’è traccia anche di tutti i Soliloqui ma sopratutto. I volumi inseguono un accadimento preciso, un lento progetto di autoliberazione: l’abbandono apparentemente utopico del suo atelier storico. Amerigo documenta la trasformazione dei suoi incompleti, la distruzione dei suoi aborti e le difficoltà di distaccarsi da oggetti-catene. O forse queste catene sono talismani di potere.

Sfoglia:

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Per mandare avanti il tempo, per sciogliere la continua stretta della stasi, vengono periodicamente messe in scena delle “PewFowmans” (scimmiottamento di “performance”). Il protagonista è il corpo stesso di Amerigo oppure insetti ed animali che diventano specchi su cui l’Artista riversa le sue proiezioni per meglio guardarle o per liberarsene.

 

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