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La Strada: Streetmame

Il Mondo Gabbia (Tutte le serie)

Aggiornamento Aprile 2019

A più di un anno di distanza, riprende la produzione Streetmame di Marsel Minga. Questa volta mi pongo al servizio delle sue idee cercando di aiutarlo nella divulgazione di un messaggio. Un messaggio semplice: il mondo in cui viviamo è una dittatura e noi siamo in gabbia.

Per vedere gli ultimi episodi sfoglia la playlist. È indispensabile approfondire i contenuti vedendo tutti i video del suo canale Youtube (@Marsel Minga).

Qui sotto trovi la mia vecchia opinione. In parte ho cambiato opinione ma non sono ancora in pace con me stesso.

Sono felice che Marsel trova forza ed integrità per mandare avanti un discorso che nessun altro fa. Almeno in Italia.


Aggiornamento Giugno 2018

DISCLAIMER: Quanto scritto qui sotto non fa mai cenno a Daniele Lotrecchiano in primis e Valentina, Gabriele, Flaminia, Lucia poi cioè a tutte le persone che hanno intessuto quella matassa rizòmica di relazioni che era StreetMame. Non sono citate ma lo farò successivamente. Questo articolo riguarda sopratutto la produzione tecnica e quindi Marsel, la sua indole, le sue capacità e le sue telecamere. Iniziamo:

Per miliardi di ragioni i primi episodi di questa serie di video sono stati per me importanti quanto il crollo del muro di Berlino per la città di Berlino. Quei video sono unici per diverse ragioni: la prima volta che qualcuno riprende me, la prima volta che qualcuno fa un montaggio su materiale in cui ci sono io, la prima volta in cui qualcuno ascolta con rispetto i miei pensieri e le mie sperimentazioni. E c’è di più: non si tratta di un qualcuno preso a cazzo ma di un tecnico bravissimo e un pensatore che per certe ragioni odio ma di sicuro qualcosa la pensa ed è gia molto. Chi pensa almeno può accettare ciò che dico, chi non pensa lo respingerà sicuramente. Con Marsel c’è odio e amore.

IL PERIODO PRE STREETMAME
Proprio in relazione alla parte “odio” di questa relazione, circa otto mesi prima di aver fatto questi primi video, avevo rotto con lui. Mi sembrava una persona “negativa” non nel senso di non sorridente ma nel senso che era rassegnata e cercava di tirare me giu insieme a lui. E da questo “farmi tirare giu” io ho imparato molto ma ne sono rimasto anche molto turbato, colpito e sfiancato. Per questo motivo ogni tanto avevo necessità prendermi delle pause.

LO STACCO DALLA LUCE ELETTRICA
Dopo la rottura con Marsel, incredibilmente esplode il mio pc e dopo una settimana esplodono i miei smartphone. Così sulla scia dell’esplosione faccio io esplodere anche la lampadina che usavo per illuminare la stanza e ho passato un intero inverno e primavera senza tecnologia ne luce. Persino l’acqua la prendevo da una fontana. E’ stato un periodo di fortissima disintossicazione in cui, per dirvene una, per masturbarmi ho dovuto ricominciare a fantasticare. Non vi dico dell’arrapamento che avevo quando vedevo una ragazza.

MAGGIO
A maggio mio fratello deve tornare qui nella casa in cui stavo. Io non volevo vederlo e colgo la palla al balzo, lascio il mio fidatissimo cane nelle mani di mio padre e vado a Roma contattando Marsel e tutte le persone che conosco dicendole che sarei andato a trovarli tutti. Non agivo così da tempo, forse non sono mai stato così socievole come in quel periodo e molto grazie alla disintossicazione dalla tecnologia.
Dunque parto con il cuore nel cuore del mio cagnolino Poldo. Spinsi in qualche modo anche Marsel ad interessarsi alla faccenda e l’animale finì per diventare parte della sigla di questa serie di episodi.

LA ROUTINE PER IL MONTAGGIO
Dunque salgo a Roma e poi riscendo giu, e poi risalgo e poi riscendo. Non tocco la tecnologia e non conservo una copia dei video. Marsel ha carta bianca per fare ciò che vuole e spesso i montaggi si fanno attendere. Io trepido ogni giorno sperando di vedere i suoi video creati e ogni volta che ne condivide uno per me è una gioia come quando l’Italia vince ai mondiali. Di più. Questa routine continua a tenermi vigile e pieno di stimoli e riesco ogni volta che salgo a Roma a contrastare le tirate di palle di Marsel che spesso è affranto e vuole tirare anche me giu nell’impotenza. Spesso mi chiede di pensare, di spiegargli quello che faccio, di limitare l’aggressività e l’estrosità e questo spesso mi ferisce.

LA DISTRUZIONE DELLA ROUTINE E IL SALVATAGGIO DEI DATI
Dunque dopo due o tre volte che salgo e scendo, decido di tentare una via diversa, chiedo i video backup a Marsel e immagino di condividerli diversamente. Ma non ci riuscirò mai a farlo. Sento che il materiale è suo in un certo qual modo ma sopratutto sono sovrastato dalla quantità di cose meravigliose che ci leggo dentro ogni singolo frame girato. E come tutte le volte in cui sono sopraffatto dalla bellezza, rimango senza fiato cioè soffoco, annego nel mare

IL PRIMO PERIODO IN CUI SPERAVO
Per me Streetmame sopratutto all’inizio ma alternativamente anche nelle puntate successive, mi ha dato l’idea di poter finalmente tirare fuori dal mio cuore tutto ciò che avevo perchè c’era qualcuno pronto ad ascoltarmi. Così non fu.. piano piano vidi che c’era qualcosa che non andava e Marsel continuava sempre a chiedere spiegazioni e delegittimare la validità di ciò che facevo salvo poi uscirsene con frasi speranzose in cui sembrava pensare tutto il contrario. Quindi mi trovavo come di fronte a un poliziotto buono e uno cattivo nella stessa persona. Non riuscivo a sperare. E piano piano le cose si interruppero.

MARSEL E LO SMOG
Non tollera lo smog e i continui spostamenti, non tollera la gente e il caos. Io invece credo che per ciò che si deve fare con il video la cosa più bella è confondere la gente.

LA MORTE DI POLDO
Si, Poldo fu lasciato nelle mani di mio padre ed io dovetti metterci una croce sopra. Poco tempo dopo mio padre disse che era scappato. Credo sia ancora alla mia ricerca o sia morto nella strada. Era ed è una delle poche cose a cui ho voluto davvero bene. Dico “cose”.. che merda.

LA ROUTINE NECESSARIA
La routine di non avere il pc, di aspettare i montaggi, di andare su e giu da Roma, di non conservare una copia del materiale e quant’altro, erano il segreto. Grazie a questa deprivazione trovavo l’energia per contrastare la negatività e sopratutto Poldo. Poldo mi dava l’urgenza di combattere, dovevo andare contro tutto e tutti per trarre il massimo da ogni minuto perchè presto sarei dovuto tornare a stare con Poldo, il mio cagnolino. Ora non c’è Poldo, io ho comprato una telecamera discretamente buona e ho imparato un po a fare montaggio scimmiottando un pochino Marsel e rovinando l’originalità che mi contraddistingueva ma ora ho una base da cui partire e l’originalità posso sempre riprenderla.

SLIDER CON LE IMMAGINI DEI FOGLI DI PRESENTAZIONE: CAPTION “Presentazione per Patreon scritta a penna, mai pubblicata”]

MARSEL
Dunque non so cosa deve accadere nella vita di una persona per poter accettare di abbassare l’orgoglio e comprendere il prossimo. Forse non deve succedere. E’ sbagliato abbassare l’orgoglio. Ciò da cui io partivo era una frase di Pannella che dice: <<il conflitto è bellissimo, mostriamolo>>. La conflittualità con Marsel ha sempre tirato fuori energie forti. Se avessi un tetto, dei soldi da parte e energie da poter investire, non ci penserei un’istante a chiedergli di produrre un’altra serie di Street Mame e se potessi ricomincerei con la solita routine di eliminazione della tecnologia e dare fiducia a lui di montare tutto. Ora non ho questa forza addosso.

QUI DI SEGUITO ALCUNI STATI DI FACEBOOK CHE HO USATO PER PROPAGANDARE I VIDEO VOLTA PER VOLTA QUANDO USCIVANO:

  • EPISODIO 09: LA RANA
    INTERVISTE ALLA COIN E SUL TRAM
    STREETMAME e’ un progetto di Marsel Minga e Amerigo Mancini.
    Secondo di cinque video che usciranno nei prossimi giorni.
    Il video e’ girato a Roma.
    Le telecamere usate sono reflex e gopro.
    La durata degli episodi varia dai 10 ai 30 minuti seguendo il format di Turistipercaso.
    Il progetto si basa sul passaparola.
    Non sparate sul pianista.

 

  • EPISODIO 22: COLLE OPPIO
    Sponsorizzo anche questo bellissimo lavoro del mastodontico Minga.. che è un po serioso riguardo al come si parla. Se lo definisco moviemaker o filmaker o fotografo o boh.. qualsiasi cosa sbaglio perchè è nu strunz. Pure se dico pubblicamente il suo nome con tono elogiativo sbaglio. Ma.. siccome nun me ne futt nind.. continuo a sponsorizzare questo suo lavoro in cui compaio io dall’inizio alla fine nel ruolo di BALLERINA.
    CONSIGLIATO VIVAMENTE A TUTTI I MIEI CONTATTI!
    E’ L’INIZIO DELLA POETICA AMERIGHIANA.
    Ciao!
    PS. il montaggio è stato fatto con ISO a palla, RAM intramontabile e LINK su schedamadre bruciata!
  • SIGLA DI ALCUNI EPISODI
    1) PLURALE
    E’ dal 24 giugno che io e Mars giriamo per Roma come fosse un mondo dei balocchi.
    Quanti imcazzamenti inutili. Quante risate. Quanti pensieri. Quanti sogni. Quanti slanci. Quanta tristezza.
    Sta volta siamo andati oltre, ci siamo incazzati sul serio ma abbiamo anche capito che nonostante tutto rimaniamo uniti.
    Le difficolta aumentano e la rotta nonche la meta non sono chiare.
    Intanto Roma è sede di emozioni e sentimenti.
    Stiamo continuando il viaggio. Iniziammo un anno fa MaMe (Marsel+Amerigo)
    Un saluto a chi ha deciso di unirsi e ha danzato con noi.
    2) SINGOLARE
    Ho visto questo video e mi ha ricordato i videi gia visti relativi a questa gita fatta a Roma.
    La musichetta è quella che suonai in un saggio di musica del CMA (scuola di musica di Martina Franca).
    Sweet Home Chicago. Cioe’… “cacare sulla dolce casa”.
    Mars è finalmente nell’immaginetta di preview che fa Ciaooo Ciaoo.
    Quella notte abbiamo fatto veglia sulle sedie dei bar chiusi di Piazza Navona.
    Nel video anche: Daniela Minczuk, Florentin Tatarici, Daniele Lotrecchiano e ovviamente l’artefice di tutto cio Marsel Minga

 

GRAZIE MARS e grazie Daniele e poi Valentina.

Scritto da Amerigo Mancini

Il mio lavoro è una ricerca che va avanti da almeno vent’anni. Ho frequenti sbalzi di umore. Sono stato rincoglionito per molti anni. Anche tu lo sei stato. Forse lo sei ancora. Sputo su chi mi sta antipatico. Chi ha segreti verrà pubblicamente sputtanato.

Evviva Maria

Controllo Mentale